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Category Archives: News

Ecco il drone che salva i campi di mais

UDINE. Se nei prossimi giorni avvistate un drone (piccolo velivolo a pilotaggio remoto) volare sui campi di granoturco, niente paura: non sono gli alieni ma è innovazione made in Friuli Venezia Giulia. L’agricoltura incontra la robotica grazie all’intuizione e allo sviluppo tecnologico di un gruppo di giovani friulani che ha progettato un drone che sorvola i campi e sparge speciali involucri di cellulosa con all’interno uova di trichogramma brassicae, un insetto capace di uccidere le uova di piralide.

La piralide del mais è un vero problema per gli agricoltori friulani e non, un parassita che infesta i campi riducendone sensibilmente la produttività: esistono solo due modi di combatterlo, la disinfestazione chimica oppure il trichogramma, 100% biologico e naturale. Finora questo insetto “buono” era utilizzato solo attraverso lo spargimento a mano nel campo: un lavoro lungo e faticosissimo se si pensa che bisogna farsi largo tra le piante alte più di due metri che graffiano la pelle e liberano fastidioso polline.

«Ecco come è nata l’idea», spiega Michele Picili, uno dei papà del drone insieme a Omar Camerin: Michele ha un negozio di bici, sci e snowboard a Mels di Colloredo e utilizza i droni per le riprese aeree, Omar ha un’azienda agricola a Colloredo e un problema da risolvere, la piralide del mais. «Abbiamo pensato di utilizzare il drone sui campi e ci siamo messi al lavoro per rielaborarlo e renderlo perfetto allo scopo: c’è voluto un anno e mezzo di notti passate in cantina per mettere a punto la tecnologia».

Un gruppo di lavoro a cui si sono aggiunti meccanici, informatici e disegnatori friulani: Luca Zuliani, Giuseppe Lizzi, Loris Ferrari, Michele Codutti e, il più giovane tra i ragazzi tutti circa trentenni, Gianfranco De Toni che ha solo 17 anni. I risultati dell’utilizzo del drone sono davvero una piccola rivoluzione: «Se una persona copre in media 4 ettari in un’ora, il drone è in grado di fare 25-30 ettari nello stesso tempo sganciando circa 100 involucri per ettaro con uno spargimento uniforme guidato da Gps e pre-programmato affinché sia funzionale al tipo di campo e alle esigenze».

Il rappresentante dell’azienda che vende i trichogramma ha capito subito la validità della tecnologia e ha proposto l’utilizzo del drone all’Associazione mantovana allevatori che finora facevano tutto a mano. Risultato: «siamo appena rientrati da Mantova – racconta Picili – dove abbiamo disinfestato 200 ettari in 4 giorni di lavoro».

Non esiste sul mercato una simile invenzione: il drone è autosufficiente, è programmato per sapere dove volare e dove sganciare, mentre l’operatore ha un radiocomando attraverso cui intervenire in qualsiasi momento se necessario. Il drone funziona a batterie ricaricabili (nessun combustibile, quindi zero impatto ambientale) che gli garantisce un’autonomia di volo di circa 4 ettari. Il costo? Pari a quello per la disinfestazione chimica con il grande vantaggio di combattere il parassita senza alcun danno per l’ambiente e per l’uomo.

«Stiamo lavorando ad altri cinque progetti che utilizzano sempre droni, da terra e da volo, per l’agricoltura; se potessimo contare su più fondi (per ora il progetto è interamente autofinanziato) sarebbe ancora più veloce lo sviluppo di questa tecnologia». A settembre verrà costituita la società Adron Technology che, ancora prima di nascere ufficialmente, conta già partnership importanti con Italdron (produttrice di droni) e altre aziende per il supporto software e hardware.

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LA GENIALE INVENZIONE DELLA ADRON TECHNOLOGY

L’Aereomobile a Pilotaggio Remoto, comunemente conosciuto con il nome di drone, è un velivolo caratterizzato dalla dall’assenza di un pilota umano a bordo. Esso viene telecomandato da terra attraverso un computer o un navigatore.
L’uso dei droni è già noto in campo militare tanto che essi sono stati e sono utilizzati attualmente in Iraq e Arghanistan nella lotta contro il terrorismo. Il loro utilizzo è stato spesso criticato a causa dell’alto numero di vittime civili che tendono a procurare.
Esiste tuttavia un modo pacifico di utilizzo di questa sofisticata tecnologia che non arreca danno agli altri esseri umani ma che al contrario favorisce lo sviluppo economico.
Il merito della conversione di questa tecnologia militare in ambito civile è della ADRON TECHNOLOGY, una start up di giovani friulani che, quasi per gioco, hanno provato a mettere i droni al servizio dell’agricoltura.
La piralide del mais è un parassita che infesta i campi friulani durante la stagione estiva riducendone la produttività. Al fine di non veder danneggiata la propria attività gli agricoltori sono costretti alla disinfestazione: essa però porta via un sacco di tempo (più di un giorno per campo) e non sempre i prodotti utilizzati sono i più adatti.
L’idea della start up friulana è stata di far volare i droni nei cieli delle campagne friulane per constrastare la diffusione di questo pericoloso parassita.
I vantaggi dell’utilizzo dei drono sono due: l’utilizzo di prodotti biologici per contrastare la piralide e la straordinaria rapidità nel contrastarla.
I droni infatti bombardano i campi con sfere di cellulosa biodegradabili contenenti le uova di un insetto che è in grado di neutralizzare il parassita.
I droni sono molto rapidi nel svolgere una mansione: se un essere umano ci mette una intera giornata per la disinfestazione, gli APR ci mettono appena un’ora.
L’idea è stata portata avanti da un team di giovani tecnici friulani il più giovane dei quali ha 17 anni.
Si tratta del primo caso in europa di utilizzo di questa tecnologia, tradizionalmente usata dai militari, nel campo dell’agricoltura.
La start up è nata quasi per gioco per poi diventare una cosa seria tanto da investirci sopra 40.000 euro nella costruzione dei droni. Importante la collaborazione di alcuni agricoltori del mantovano che hanno fortemente creduto nel progetto. Altrettanto importante è stata la collaborazione dell’azienda creatrice del prodotto biologico di cui i droni sono dotati: essi infatti cercavano da molti anni un metodo efficace di distribuzione del loro prodotto nei campi.
A seguito dei primi successi, è iniziata la sperimentazione in alcuni campi del mantovano che servirà a testare questa nuova e promettente tecnologia.
Gli esiti sono finora stati così buoni che la start up ha ricevuto una pioggia di richiesta dall’Italia e da tutta Europa.
La fantasia di questi giovani dimostra che, nonostante tutte le difficoltà imposte dal momento storico, è ancora possibile fare impresa e che in questo periodo difficile risorse come la creatività sono fondamentali per riuscire a sopravvivere ed a creare qualcosa di successo.

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Agrodron, il primo drone italiano per l’agricoltura

Il sistema verrà presentato in occasione del prossimo appuntamento del Roma Drone Conference. È stato progettato da Italdron e Adron Technology

Agrodron_il drone-contadino

Il primo drone per l’agricoltura ideato in Italia. Si chiama Agrodron ed è stato realizzato daItaldron, azienda leader nel settore degli Apr professionali nel nostro Paese e da Adron Technology. Quest’ultima si è occupata di realizzare il carico utile per le applicazioni nel settore primario.

AGRODRON, IL DRONE CONTADINO DI ITALDRON E ADRON TECHNOLOGY

In concreto, Agrodron può essere utilizzato nella lotta biologica ai parassiti, ad esempio per spargere sui campi di mais delle piccole capsule di cellulosa contenenti le uova di un insetto che contrasta la diffusione della piralide, un lepidottero che può distruggere intere coltivazioni.

Agrodron utilizza una piattaforma derivata dal quadricottero di Italdron Highone HSE, un drone dotato di autopilota e Gps, con un peso massimo al decollo di circa 5,5 kg e un’autonomia di oltre 18 minuti. Questo Apr trasporta un kit-spargitore, cioè uno speciale contenitore progettato da Adron Technology capace di scaricare automaticamente in volo capsule di cellulosa o altri prodotti per l’agricoltura. L’utilizzo di Agrodron consentirà di sostituire l’uso dei trattori per gli stessi trattamenti, riducendo a zero il danno alle colture e l’impatto ambientale, oltre ad aumentare sensibilmente la velocità e la precisione di applicazione.

Per approfondire: Italdron, fantasia e made in Italy al servizio dei droni

Il sistema verrà presentato in occasione dell’appuntamento del 28 gennaio del Roma Drone Conference. Durante l’evento, dedicato proprio ai droni in agricoltura, verrà anche presentata la prima polizza assicurativa italiana per l’utilizzo di Apr nel primario, la “GrowGreen Insurance”, messa a punto dal broker specializzato Pagnanelli Risk Solutions Ltd.

ROMA DRONE CONFERENCE E GLI APR IN AGRICOLTURA

Il prossimo appuntamento del Roma Drone Conference, dal titolo “Droni in agricoltura. Nuove soluzioni tecnologiche per monitoraggio e interventi di precisione nelle coltivazioni”, vedrà la presenza dei rappresentanti delle maggiori realtà del settore agricolo in Italia. Ci saranno gli Ordini nazionali dei dottori agronomi e forestali, dei periti agrari e degli agrotecnici, Confederazione Italiana Agricoltori (CIA), Coldiretti e Confagricoltura. Interverranno anche numerosi esperti del settore in ambito scientifico, tra cui l’Istituto di Biometeorologia del CNR di Firenze e le università di Pisa, Teramo e della Tuscia.

Per saperne di più: Roma Drone Conference, sette incontri per discutere di Apr

Saranno inoltre illustrate le norme previste dal Regolamento ENAC per operare in aree rurali con gli Apr. Nuovi progetti di droni e sensori per uso agricolo saranno poi presentati da diverse aziende specializzate, tra cui, oltre a Italdron, e Adron Technology, figurano Skyrobotic, Flytop, Menci Software, Cloud Cam by Nuovi Sistemi, Iptsat, Superelectric e AiviewGroup.

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Agrodron, il primo drone contadino italiano

Agrodron è il primo drone contadino italiano sviluppato per essere utilizzato nella lotta biologica ai parassiti

Agrodron

I droni possono trovare un importante sbocco pratico nell’agricolturapotendo essere utilizzati per varie mansioni come il monitoraggio delle coltivazioni o gli interventi di precisione su particolari aree. Già oggi, per esempio, in Giappone, per le attività di “spraying” sulle risaie, sono utilizzati 2.500 droni ad ala rotante. Da questo stimolo nasce dunque “Agrodron“, il primo drone contadino ideato in Italia, un prodotto sviluppato da Italdron di Ravenna, che ha lavorato sul drone e da Adron Technology di Udine, che ha realizzato il carico utile per le applicazioni in agricoltura.

“Agrodron” è stato concepito per essere utilizzato nella lotta biologica ai parassiti, per esempio lanciando sui campi di mais delle piccole capsule di cellulosa contenenti le uova di un insetto che contrasta la diffusione della piralide, un lepidottero che può distruggere intere coltivazioni. Il primo drone contadino italiano sarà presentato durante l’incontro “Droni in agricoltura”, nuovo appuntamento del ciclo “Roma Drone Conference” che si svolgerà il prossimo 28 gennaio presso l’Atahotel Villa Pamphili (via della Nocetta 105, ore 9-16). Durante l’evento, sarà anche presentata la prima polizza assicurativa italiana per l’utilizzo di droni in agricoltura.

Il drone “Agrodron” è basato sul quadricottero di Italdron “Highone HSE“, un multicottero radiocomandato dotato anche di autopilota e GPS, con un peso massimo al decollo di circa 5,5 kg e un’autonomia di oltre 18 minuti di volo per ogni pacco di batterie. Il drone trasporta un kit spargitore, cioè uno speciale contenitore progettato da Adron Technology capace di scaricare automaticamente in volo capsule di cellulosa o altri prodotti per l’agricoltura.

“Agrodron” potrà dunque essere utilizzato per gli stessi trattamenti in sostituzione dei classici trattori, riducendo a zero il danno alle colture e l’impatto ambientale, oltre ad aumentare sensibilmente la velocità e la precisione di applicazione.

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Pronto al volo il primo “drone contadino” italiano

Si chiama Agrodron e combatterà dall’alto i parassiti che infestano le coltivazioni. L’APR, tuttavia, ha moltissime altre funzioni e sarà un valido alleato per le aziende agricole. Ideata anche un’apposita polizza assicurativa per i droni che operano in ambito agricolo.

I droni, fin dagli albori di questa tecnologia, hanno trovato ampio utilizzo in ambito agricolo, specialmente in Cina e in Giappone. A breve decollerà, tuttavia, anche il primo “drone contadino” tutto italiano. Si chiama Agrodron e combatterà dall’alto i parassiti che infestano le coltivazioni.

Una successo “Made in Italy”

Il “drone contadino” italiano è stato sviluppato grazie a una joint venture tra due aziende: l’Italdron di Ravenna, che ha realizzato l’APR (Aeromodello a pilotaggio remoto), e l’Adron Technology, azienda di Udine che ha sviluppato le applicazioni specifiche per l’ambito agricolo. Agrodron sarà presentato in anteprima mercoledì prossimo, durante la conferenza dal titolo “Droni in Agricoltura”, nuovo appuntamento del ciclo “Roma Drone Conference”. Agrodron ha già molte richieste sul mercato, sia provenienti dall’Italia, sia dall’estero: il “Made in Italy” piace anche nel settore degli APR.

Nasce anche la prima polizza per gli APR operanti in agricoltura

A dimostrazione del largo impiego attuale, destinato a crescere enormemente il futuro, dei droni in ambito agricolo, nel corso della conferenza del 28 gennaio sarà presentata anche la prima assicurazione specifica per gli APR operanti in agricoltura. Si chiamerà “GrowGreen Insurance” ed era stata richiesta a gran voce dai piloti di “droni contadini”.

Una conferenza sul tema dell’utilizzo dei droni in ambito agricolo

Nel solo Giappone sono circa 2.500 i droni usati per lo spraying sulle risaie. In Cina il numero di APR usati in agricoltura è ancora maggiore, sebbene non esistano dati precisi (15.000 secondo alcuni esperti). E in Italia? Per il momento questa tecnologia non ha trovato larga diffusione, sebbene ci siano già state alcune sperimentazioni che hanno dimostrato l’efficacia degli APR in un insieme variegato di compiti agricoli: dal controllo delle coltivazioni, alla disinfestazione, fino a interventi di precisione su particolari aree o singole piante. Proprio le numerose possibilità di utilizzo dei cosiddetti “droni contadini” saranno al centro del convegno “Droni in Agricoltura” che si svolgerà il mercoledì prossimo, 28 gennaio, a Roma, presso l’Atahotel Villa Pamphili (via della Nocetta 105, ore 09.00-16.00), organizzata dall’associazione Ifimedia e da Mediarkè. L’evento avrà il patrocinio dell’ENAC e del Ministero delle Politiche Agricole. Il meeting rientra nel variegato calendario del ciclo d’incontri dal titolo “Roma Drone Conference”, uno dei principali punti di riferimento a livello europeo sul tema degli Aeromodelli a Pilotaggio Remoto.

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Ecco “Agrodron”, il primo drone contadino italiano

Si chiama “Agrodron” ed è il primo drone-contadino ideato in Italia. Lo hanno sviluppato due aziende specializzate: la Italdron di Ravenna, che ha fornito il drone, e la Adron Technology di Udine, che ha realizzato il carico utile per le applicazioni in agricoltura. “Agrodron” può essere utilizzato nella lotta biologica ai parassiti, ad esempio per spargere sui campi di mais delle piccole capsule di cellulosa contenenti le uova di un insetto che contrasta la diffusione della piralide, un lepidottero che può distruggere intere coltivazioni. Questo sistema sarà presentato per la prima volta in occasione della conferenza “Droni in agricoltura”, nuovo appuntamento del ciclo “Roma Drone Conference” che si svolgerà il prossimo 28 gennaio presso l’Atahotel Villa Pamphili (via della Nocetta 105, ore 9-16). Durante questa conferenza, che ha ricevuto i patrocini del Ministero delle Politiche Agricole e dell’ENAC, sarà anche presentata la prima polizza assicurativa italiana per l’utilizzo di droni in agricoltura, la “GrowGreen Insurance”, messa a punto dal broker specializzato Pagnanelli Risk Solutions Ltd in vista del previsto sviluppo dell’uso di queste macchine volanti nelle coltivazioni in Italia.

Il sistema ”Agrodron” utilizza una piattaforma derivata dal quadricottero di Italdron “Highone HSE”, un drone radiocomandato dotato anche di autopilota e gps, con un peso massimo al decollo di circa 5,5 kg e un’autonomia di oltre 18 minuti di volo per ogni pacco di batterie. Questo drone trasporta un kit-spargitore, cioè uno speciale contenitore progettato da Adron Technology capace di scaricare automaticamente in volo capsule di cellulosa o altri prodotti per l’agricoltura. L’utilizzo di “Agrodron” consentirà di sostituire l’uso dei trattori per gli stessi trattamenti, riducendo a zero il danno alle colture e l’impatto ambientale, oltre ad aumentare sensibilmente la velocità e la precisione di applicazione. Durante la prossima “Roma Drone Conference”, sarà anche presentata la prima polizza assicurativa per la responsabilità civile nell’utilizzo di droni in agricoltura. Messa a punto da Pagnanelli Risk Solutions Ltd, la “GrowGreen Insurance” riguarderà i rischi derivanti dal monitoraggio delle coltivazioni e dei pascoli, ma anche dall’attività di irrorazione di concimi e fitofarmaci. La normativa ENAC, infatti, impone la copertura assicurativa per ogni attività svolta con gli Aeromobili a Pilotaggio Remoto (APR).

La prossima conferenza, dal titolo “Droni in agricoltura. Nuove soluzioni tecnologiche per monitoraggio e interventi di precisione nelle coltivazioni”, vedrà la presenza dei rappresentanti delle maggiori realtà del settore agricolo in Italia: gli Ordini nazionali dei dottori agronomi e forestali, dei periti agrari e degli agrotecnici, Confederazione Italiana Agricoltori (CIA), Coldiretti e Confagricoltura. Interverranno anche numerosi esperti del settore in ambito scientifico, tra cui l’Istituto di Biometeorologia del CNR di Firenze e le università di Pisa, Teramo e della Tuscia. Saranno pure illustrate le norme previste dal Regolamento ENAC per operare in aree rurali con gli APR. Nuovi progetti di droni e sensori per uso agricolo saranno poi presentati da diverse aziende specializzate, tra cui, oltre a Italdron, e Adron Technology, figurano Skyrobotic, Flytop, Menci Software, Cloud Cam by Nuovi Sistemi, Iptsat, Superelectric e AiviewGroup. La conferenza è organizzata dall’associazione Ifimedia e da Mediarkè. La partecipazione è gratuita, ma è necessario iscriversi inviando i propri dati a segreteria@romadrone.it.

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Agrodron, il primo drone per l’agricoltura realizzato in Italia

Il prossimo appuntamento del ciclo “Roma Drone Conference”, che si svolgerà il prossimo 28 gennaio, sarà incentrato sull’utilizzo degli aeromobili senza pilota nel settore dell’agricoltura. L’evento sarà l’occasione per la presentazione di Agrodron, il primo drone-contadino ideato in Italia.

Si tratta infatti di un aeromobile sviluppato da due aziende di casa nostra: la Italdron di Ravenna, che ha fornito il drone, e la Adron Technology di Udine, che ha realizzato il carico utile per le applicazioni in agricoltura. Agrodron può essere utilizzato nella lotta biologica ai parassiti, ad esempio per spargere sui campi di mais delle piccole capsule di cellulosa contenenti le uova di un insetto che contrasta la diffusione della piralide, un lepidottero che può distruggere intere coltivazioni.

Il sistema rappresenta una derivazione del quadricottero di Italdron “Highone HSE”, un drone radiocomandato dotato anche di autopilota e GPS, con un peso massimo al decollo di circa 5,5 kg e un’autonomia di oltre 18 minuti di volo per ogni pacco di batterie. Il kit-spargitore sviluppato da Adron è uno speciale contenitore capace di scaricare automaticamente in volo capsule di cellulosa o altri prodotti per l’agricoltura.

Il vantaggio di utilizzare un drone come Agrodron in campo agricolo è rappresentato dalla possibilità di evitare l’uso dei trattori per determinati compiti, riducendo quindi a zero il danno alle colture e l’impatto ambientale, ed aumentando sensibilmente la velocità e la precisione di applicazione.

Durante la prossima “Roma Drone Conference”, sarà anche presentata la prima polizza assicurativa per la responsabilità civile nell’utilizzo di droni in agricoltura. Messa a punto da Pagnanelli Risk Solutions Ltd, la “GrowGreen Insurance” riguarderà i rischi derivanti dal monitoraggio delle coltivazioni e dei pascoli, ma anche dall’attività di irrorazione di concimi e fitofarmaci. La normativa ENAC, infatti, impone la copertura assicurativa per ogni attività svolta con gli aeromobili a pilotaggio remoto.

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Agrodron, il primo drone-contadino

Agrodron, il primo drone-contadino

Si chiama Agrodron ed è il primo drone-contadino ideato in italia. Lo hanno sviluppato due aziende specializzate: la Italdron di Ravenna, che ha fornito il drone, e la Adron Technology di Udine, che ha realizzato il carico utile per le applicazioni in agricoltura. Agrodron, spiega una nota della Roma Drone Conference dove saraà presentato il 28 gennaio, può essere utilizzato nella lotta biologica ai parassiti, ad esempio per spargere sui campi di mais delle piccole capsule di cellulosa contenenti le uova di un insetto che contrasta la diffusione della piralide, un lepidottero che può distruggere intere coltivazioni.
Agrodron, il primo drone-contadino

 

Agrodron, il primo drone-contadino

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Agriest: innovazioni e anteprime per l’edizione Tech

La manifestazione di Udine e Gorizia Fiere si è chiusa lo scorso 25 gennaio. Particolare interesse del pubblico per il programma convegnistico: dall’irrigazione alla maiscoltura, fino alle tecniche per un’agricoltura più sostenibile

agriest-2015.jpegIl ministro dell’Agricoltura della Slovenia Dejan Židan ad Agriest con il presidente della Fiera Luisa De Marco e il vice presidente della Giunta regionale Sergio Bolzonello

Cinquanta edizioni sono un’ottima base e una garanzia, ma in tempi come questi nulla è scontato anche per una fiera consolidata come questa, abbiamo puntato e punteremo sul lavoro di squadra e sullacollaborazione con la Regione, con l’Ersa e con sponsor dinamici e propositivi come la Banche di Credito Cooperativo. Anche con il successo di Agriest, Udine e Gorizia Fiere ribadisce la bontà delle scelte fatte per continuare ad essere strumento di promozione per le aziende e per contribuire allo sviluppo dell’economia“. E’ questo il commento del presidente di Udine e Gorizia Fiere, Luisa De Marco, in conclusione della 50° edizione di Agriest che ha chiuso i battenti lo scorso 25 gennaio e che si è riconfermata ai primi posti della classifica delle fiere italiane di settore.

Espositori soddisfatti, importanti contatti commerciali fra domanda e offerta, visitatori oltre le aspettative e con una forte componente di agricoltori della Slovenia: è questo il bilancio della manifestazione, ma non solo. Convegni ed eventi collaterali hanno richiamato l’attenzione di numerosi addetti ai lavori, ma anche di tantissimi giovani studentiuniversitari e degli istituti professionali della regione che sono stati protagonisti di iniziative e concorsi per i quali, una kermesse come Agriest, è stata il contesto ideale e la passerella finale del lavoro svolto sui banchi di scuola e sul territorio nei mesi precedenti con l’obiettivo di coniugare agricoltura, produzioni agroalimentari, enogastronomia e ospitalità alberghiera.

L’acqua, la siccità e l’irrigazione rientrano tra le tematiche più importanti per un’agricoltura sostenibile e su questi temi si è fatto il punto nel corso del convegno inaugurale che la Direzione regionale delle attività produttive, risorse agricole e forestali ha incentrato su “Irrigazione, tecnologia e sostenibilità per l’agricoltura dei prossimi 50 anni”. La parte tecnico-scientifica del convegno d’apertura è stata brillantemente trattata da Aaron Fait dell’Università israeliana del Negev e da Andrea Segrè dell’ateneo di Bologna. Il progetto “Irrigate” (costo 100 milioni di euro) che interessa una zona aridissima del deserto del Negev dove la precipitazione d’acqua all’anno è di 100 ml, si fonda sulla collaborazione tra Italia e Israele e tra Università di Udine e quella del Negev per la coltivazione e l’irrigazione della vite che da sempre in Israele viene irrigata a goccia.

Parlare del progetto “Irrigate” significa allargare i termini del confronto ad esperienze internazionali, comprendere che la ricerca e latecnologia sono fondamentali nel monitorare e gestire il territorio, sospendere irrigazioni a caso e dotarsi di infrastrutture. Su questo e sulla necessità di arrivare ad un ragionamento di sistema, si è agganciato l’intervento del vice presidente della RegioneSergio Bolzonello il quale, rivolgendosi al presidente della Fiera, ha preannunciato un ancor maggiore coinvolgimento della Regione in Agriest facendola diventare una “Innovaction dell’agricoltura”. Bolzonello ha inoltre dichiarato che il nuovo Piano di sviluppo rurale Psr 2014-2020 avrà, oltre a tante problematicità da affrontare, risorse per297 milioni di euro rispetto ai 269 milioni di euro del Psr 2007-2013. Ilcomparto irriguo, che oggi è uno degli strumenti fondamentali per l’agricoltura, potrà contare nell’arco dei prossimi 7 anni su circa 40 milioni di euro per interventi che ristruttureranno e miglioreranno le vecchie strutture esistenti favorendo il passaggio dal sistema a scorrimento al sistema a pioggia/goccia.

Agro Dron

Tra le ultime novità del settore presentate da 250 espositori, anche i sistemi operativi creati per “Agro Dron” dalla Adron Technology, azienda friulana che ha voluto scegliere un evento come Agriest per far conoscere in anteprima questa tecnologia, unica in Europa, che agisce al posto dell’uomo per un’agricoltura di precisione grazie ad interventi molto selettivi e mirati: analisi della coltivazione e del territorio, diserbo selettivo, lotta alla Piralide utilizzando, sganciandoli dall’alto, insetti utili contro i parassiti del mais. In Fiera in particolare è stato infatti esposto il distributore di ovuli di Tricogramma (Trichogramma brassicae) un imenottero parassitoide che si nutre a spese delle uova dei lepidotteri. Il suo uso è funzionale al controllo di nottua gialla, nottua del cavolo e piralide del mais e del peperone. I diversi modelli di payload (ossia la parte operativa che viene agganciata al drone costruito invece a Ravenna dalla Ital Drone) sono progettati e costruiti a seconda della funzione che devono svolgere: per usare un paragone, il drone è il trattore mentre la payload e l’aratro o altri strumenti di intervento specifico. Tali applicazioni consentono anche il controllo, sempre dall’alto, degli impianti fotovoltaici.

Con l’applicazione della Spettrocamera, invece, è possibile eseguire dei rilievi in tempi velocissimi per controllare lo stato di salute delle piante e la vigorosità del fogliame. Tutte applicazioni che permettono di agire anche in condizioni atmosferiche avverse e in situazioni di  rischio per l’uomo. Come spiegano i giovani friulani Michele Picili, fondatore della Adron Technology insieme a Omar Camerin, agricoltore e quindi conoscitore sul campo delle esigenze, Mauro Piemonte e Davide Cuttinidella Gezapp, società sempre friulana che si è occupata del marketing e del software contenuto nelle payload, “abbiamo voluto essere presenti ad Agriest per far apprezzare l’utilità e l’ampio spettro di applicazione di questo sistema che, e non è da poco, garantisce sicurezza, ridotti costi di intervento, velocità di applicazione, nessun danno alle colture e unimpatto ambientale irrisorio”.  Un’esperienza tutta nostrana anche nei piloti che necessariamente devono guidare un drone: infatti l’azienda è in collegamento con la Scuola “Nobile” di fagagna per formare i piloti.  Tutte queste caratteristiche hanno suscitato l’interesse di un evento specializzato del settore come il Roma Dron Conference dove, il 28 gennaio prossimo, Agro Dron sarà presentato ufficialmente e con il meritato rilievo tra le nuovissime tecnologie del settore.

Le nuove tecnologie applicate alle macchine semoventi “Forworder” per il trasporto del legname in condizioni estreme erano al padiglione 6 nelle aree esterne C e F, oltre a innovative teleferiche, telecomandate a distanza, per il trasporto di legname forestale; macchine e nuovi sistemi per spaccare e segare la legna nonché macchinari per trattamenti fitosanitari di precisione senza dispersione di prodotto.


Grande interesse ha riscontrato QdC® – Quaderno di Campagna, il software on line per la gestione delle varie fasi di produzione dell’azienda agricola creato da Image Line.

Oltre a presenze qualificanti come quella del ministro dell’Agricoltura della Slovenia Dejan židan e agli interventi di numerose autorità regionali dal vice presidente della Giunta Sergio Bolzonello al presidente del Consiglio regionale Franco IacopAgriest 2015 ha visto anche la partecipazione del presidente nazionale dell’Unacma (gruppo aderente a ConfCommercio che riunisce le principali aziende regionali del settore del commercio e della distribuzione di macchine agricole e forestali) Roberto Rinaldin e di chef pluri-stellati che hanno contribuito alla notorietà internazionale delle produzioni agroalimentari ed enologiche del Fvg.

Per la giornata finale di Agriest, nello stand della Regione e dell’Ersa, sono intervenuti ben tre cuochi di alto livello, tutti stelle Michelin, del calibro di Emanuele Scarello, Alessandro Gravina Alessandro Breda coinvolti nella giuria tecnica della terza e ultima giornata del Concorso di cucina “Aqua in bocca”, al quale hanno preso parte gli studenti degli Istituti statali di istruzione superiore con indirizzo enogastronomia e ospitalità alberghiera della regione: “Bonaldo Stringher” di Udine, “Federico Flora” di Pordenone, “Sandro Pertini” di Monfalcone, “Jacopo Linussio” di Tolmezzo.  La tre giorni in fiera del Concorso – condotto da Fabrizio Nonis, noto macellaio e giornalista televisivo del settore food, ideatore e conduttore di diverse trasmissioni di successo –   ha avuto l’obiettivo di presentare ad un vasto pubblico il marchio di qualità regionale per il settore agroalimentare “Aqua (Agricoltura, ambiente qualità)”. Nella fase finale delle premiazioni è intervenuto anche l’assessore regionale Mariagrazia Santoro.

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